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11 luglio - Varano de' Melegari
4^ GARA

di Janis Nisii

“Un sogno che non diventa realtà è una bugia”, dice Bruce Springsteen nella sua ballata The River.
Se i circuiti potessero parlare, quello di Varano de’ Melegari ci racconterebbe di come nasce e come si avvera un sogno.
Di Ritorno alle Origini avevamo parlato alla vigilia di questa quarta e penultima tappa del Trofeo Italiano Motocicliste: proprio in questo circuito infatti, durante il Meeting Europeo Motocicliste dello scorso anno, si era concretizzata l’idea di mettere in piedi un campionato femminile di velocità. Tornando a leggere il report di quel raduno ci accorgiamo come le idee-base e gli obiettivi del Trofeo fossero già tutti presenti allora.
La differenza - a meno di un anno di distanza - è che le parole “sogno” e “speranza” possono ora essere sostituite da “realtà” e “certezza”, grazie a chi ha creduto nello scenario prospettato da Motocicliste.net: la Federazione Motociclistica Italiana in primo luogo e poi Dunlop, Ducati, VolareWeb, Eurfin Europa, Andreani Group, Fast by Ferracci, Betac, Fidoweb - senza i quali non si sarebbe potuto nemmeno iniziare a trascinare questo sogno verso la realtà, cui si sono aggiunti Yamaha Cruciani, Axo Roma Racing, SdtPerformance, Kyron, Cherie, che hanno consentito a questo campionato di volare sempre meglio e sempre più in alto, gara dopo gara.
Impossibile non fare paragoni fra il meeting di un anno fa a Varano e questo week end di gara: alcune delle partecipanti al raduno sono qui ora, in un gioco ricordi e sovrapposizioni molto emozionante e divertente: le moto in assetto stradale di allora, con specchietti e fari, montano ora gomme Dunlop in mescola, performanti sospensioni WP, numeri di gara, adesivi degli sponsor e del Trofeo… Si è passati da frasi come “è la mia terza volta in pista” a “posso abbassare ancora due secondi, sistemiamo l’assetto e nel turno di qualifica del pomeriggio punto alla prima fila in griglia!”. E sono passati solo 11 mesi!

Il venerdì delle prove libere riflette la serenità del clima estivo in un circuito non sovraffollato e familiare a quasi tutte le partecipanti, ma il sabato, che pure si è aperto sotto lo stesso sole splendente, succede qualcosa che ci riporta di colpo alla realtà delle corse, tanto diversa da quella di un raduno seppure in pista. Nelle prove di qualifica ad una gara si corre veloci, si rincorre l’avversaria, si tenta il tutto per tutto per buttare giù anche un solo decimo: è l’agonismo, quello che ti cambia lo sguardo, ti carica di concentrazione, ti fa osare sempre di più, ti permette di ottenere performance e miglioramenti altrimenti irraggiungibili. Lo stesso agonismo che sposta sempre più in là la propria propensione al rischio, quello che emoziona il pubblico sugli spalti, perché loro lo sentono che i piloti lì in pista non stanno risparmiando un grammo di energia, di grinta, di impegno.
Siamo al primo turno di qualifiche del secondo gruppo: la sanmarinese Raffaella Bedetti esce veloce dalla curva che immette sul rettilineo. La moto sbacchetta, lei prova a controllarla e sono secondi interminabili, arrivata a metà rettilineo l’anteriore chiude improvvisamente e la scaraventa a terra. Scivolano entrambe colpendo il muretto dei box, la moto rimbalza a pochi centimetri dalla pilota e vola letteralmente sulla corsia interna. La scena è agghiacciante, i meccanici e le persone a ridosso del muretto tentano di mettersi in salvo, chi scappando, chi scavalcando verso l’interno, qualcuno addirittura costretto a varcare il muretto verso la pista. Volano pezzi della moto, la pilota si è fermata contro il muretto e gli spettatori con lei, paralizzati con gli occhi sgranati e le mani tra i capelli. Per qualche momento si teme la tragedia, perché in rettilineo la velocità è elevata e la scena è di quelle che non si dimenticano e richiamano alla mente gli incidenti più gravi. Fortunatamente gli esiti sono lievi rispetto a quanto ci si poteva aspettare, sia per la Bedetti, che riporterà solo una lussazione della spalla, sia per le due persone colpite dal mezzo impazzito. Tirano tutti un respiro di sollievo, tranne le ragazze che devono finire il loro turno. Vincere la tensione e la paura dopo un incidente come questo è una di quelle prove da superare nella carriera di un pilota. I tempi sono di tutto rispetto, chapeau per queste ragazze, scusate, Pilote!
Raffaella Bedetti in ambulatorio chiede che tempo ha realizzato, noi esseri umani avremmo detto qualcosa tipo “oddio che male, mi sono rotta qualcosa?”. Pilote!

Si arriva al verdetto dei turni di qualifica: Samuela De Nardi, con la sua Aprilia Tuono, riesce a fermare il cronometro a 1.14.710 che le vale la pole position, interrompendo così la serie positiva di Alessia Polita che le aveva conquistate tutte finora e che la segue in griglia a 4 decimi di distacco. Dietro la CBR600RR della Polita, una bravissima Roxy Scoleri che festeggia il suo tempo con delle poderose sgasate alla fine del secondo turno di prove di qualifica. Chiude la prima fila Nadia Rossi su Suzuki GSX 600 R. Guarda deluso la tabella riepilogativa dei tempi Massimiliano, figlio dodicenne di Cristina Rigotti (nome nuovo in questo trofeo ma una delle pioniere delle motocicliste.net) ultima della lista, mentre la madre, radiosa per aver migliorato di ben 11 secondi il suo record personale ottenuto meno di un mese fa, cerca di convincerlo che la classifica si legge dal fondo! Chissà se il ragazzino si è reso conto che i 20 secondi che separano la sua mamma dalla pole di Samuela sono meno degli anni che dividono le due donne?

Questa quarta tappa del Trofeo Italiano Motocicliste rappresenta una gara cruciale per l’assegnazione dei titoli di Campionessa Italiana nelle tre categorie (fino a 650 carenate, fino a 650 naked, over 650) e le pilote hanno imparato, anche dai propri errori, ad affinare le loro tattiche, che mettono in atto fin dalle prove di qualifica.
La pioggia ad intermittenza che caratterizza la mattinata della domenica rende particolarmente difficile la scelta delle gomme. Alcune delle gare in programma nella giornata si corrono sotto una pioggia torrenziale. C’è un via-vai di pilote al service Dunlop che dispensa - anche a costo di caricarsi di un lavoro frenetico negli ultimi minuti – l’unico consiglio sensato in questi casi: aspettare. I capricci del tempo fanno dichiarare gara bagnata quella delle Supertwins che precede l’ingresso in pit lane delle Motocicliste. Alle 15.00 il tempo è migliorato ma la pista sembra ancora bagnata, nessuno vorrebbe essere al posto delle pilote che stanno decidendo se montare o meno le rain! Sciolte le riserve, le pilote entrano in griglia e il sogno di diventare campionessa assoluta della propria classe le anima di una carica speciale: mai come in questa gara le bagarre e i sorpassi saranno tanto emozionanti.

Nadia Rossi parte velocissima ed è davanti a tutte al primo passaggio, la parmense è seconda nella classifica generale delle carenate a 3 punti da Maria Catalano; quest’ultima, partita solo decima, le si piazza dietro già al secondo giro seguita a ruota dalla Polita, terza anche in classifica generale e vittima di una caduta al primo giro nella precedente gara a Vallelunga. C’è da giurare che non correrà rischi nei primi passaggi e difatti sembra studiare la situazione e prendere le misure senza cercare un vero sorpasso, anche se ogni tanto la sua ruota anteriore fa capolino nell’angolo visivo della palermitana.

Al quarto giro esce di scena la sfortunata Cristina Baio, in lizza per il titolo nella classe delle Over. Un banale errore di marcia scompone la sua Suzuki GSXR 750 portandola fuori pista, resta in piedi ma la moto si spegne impedendole di rientrare in pista, impossibile - nei paddock del dopo gara - non regalarle un sorriso, di fronte ai suoi dolcissimi occhi azzurri velati dalla tristezza di chi vede sfumare la possibilità di agguantare il titolo assoluto. A soli 3 punti dalla Baio è Chiara Valentini e la sua Ducati Multistrada, che le contenderà il terzo posto in classifica all'ultima gara.

Puntano ora al titolo della categoria Simona Zaccardi e Alice Betti. La prima, partita sesta, ma scivolata in dodicesima posizione al primo passaggio, è protagonista di un’emozionante rimonta ricca di sorpassi che la porta ad arrivare sul gradino più alto del podio delle Over, seguita a soli due decimi dalla Betti, autrice del giro più veloce della gara in 1.16.016, che scavalca la Baio in classifica generale e rimane la sola a poter intaccare la posizione della ventinovenne romana. Chiude il podio delle Over Samuela De Nardi: la veneta ha eroicamente portato a termine una gara tormentata da un problema al braccio destro che le ha impedito di esprimersi come a Misano quando vinse e come nella pole position del giorno prima, conquistata in soli 4 giri. Samuela non credeva di riuscire a concludere nemmeno metà della gara, invece ce la fa e arriva quinta. La presenza del suo fidanzato Andrea Dovizioso, protagonista del motomondiale nella classe 125, deve averla caricata abbastanza da sopportare il dolore che le affliggeva il braccio.
Al quinto giro, forse messa sotto pressione di Alessia Polita, la Catalano commette un piccolo errore e la sua giovane avversaria tira fuori gli artigli superando lei e Nadia Rossi prima del sesto passaggio. Quest’ultima, infilata dalla Catalano, battaglierà per diversi giri con Virna Croce per la conquista del terzo gradino del podio, fin quando un contatto tra le due all’ingresso della seconda esse – nessuna intenzionata a dare il passo all’altra – le porterà nelle vie di fuga: gara finita per l’esordiente Croce, la Rossi riesce invece a rientrare e guadagnare 7 preziosi punti in classifica generale. Il terzo posto è agguantato dalla vicentina Paola Cazzola, autrice di una splendida gara condotta sempre nelle prime posizioni.
All’esito di questa gara si fa quanto mai emozionante la corsa al titolo italiano delle carenate: Maria Catalano conduce con 81 punti, seguita da Alessia Polita (grande favorita all’inizio del campionato, ma costretta al ritiro nella terza gara), che con la sua seconda vittoria raggiunge i 70 punti scavalcando Nadia Rossi che la segue a 5 punti di distacco. Ottimo quinto posto per Giulia Nicoletti che guida fin dalla prima gara la classifica delle esordienti in questa classe.

Nella classe naked chi si aspettava una battaglia all’ultimo respiro tra Annalisa Picariello e Ketty Chiavegato non è rimasto deluso. La milanese con la sua Honda Hornet e la bolognese in sella alla Ducati Monster avevano infatti fatto il vuoto in classifica, aggiudicandosi due vittorie la prima e una la Chiavegato intenzionata a pareggiare i conti. Scivolata indietro di alcune posizioni, Ketty è autrice di un’ottima rimonta e al quinto giro si incolla al codone della Picariello dando vita ad una emozionantissima gara a due che si concluderà a posizioni invariate portando a 14 il distacco della Picariello dalla Chiavegato in classifica generale ma lasciando ancora aperta la lotta per la corsa al titolo. Indecisa se ridere o piangere, sale sul terzo gradino del podio la ventenne Irene Broggio, che aveva inseguito invano la qualifica nelle precedenti gare: comprensibile la sua emozione e il sorriso radioso!

Ancora una volta sono visibili grandi progressi in queste ragazze, come se un’invisibile centralina elettrica avesse spostato più avanti il limitatore della normale capacità di apprendimento per le pilote di questo Trofeo. Ognuna torna a casa con un bagaglio sempre più sostanzioso di esperienza, emozioni, avvenimenti e tante, davvero tante, prime volte. La prima vittoria della Zaccardi, lacrime agli occhi e volto congestionato dalla fatica della gara. La prima gara di Stella Cimitan, la più giovane iscritta al Trofeo con i suoi 18 anni appena compiuti. La prima gara – dopo tre tentativi di qualifica - e subito il primo podio per Irene Broggio. Il primo impatto duro con la frustrazione per Roxy Scoleri, autrice di un meraviglioso terzo posto in griglia. Partita con le rain e costretta purtroppo al ritiro al decimo giro per via delle gomme distrutte da una pista ormai asciutta.

Il clima tra le pilote si fa sempre più complice e amichevole, ma l’aspetto che registriamo con maggiore curiosità e soddisfazione è il delinearsi di ruoli prima sconosciuti per i genitori, i mariti, i fidanzati e i figli di queste pilote. Sono diventati i loro meccanici, i loro team manager, sponsor, tifosi, massaggiatori, reggiombrello, cronometristi... Sono sempre più coinvolti e assumono con sempre maggiore entusiasmo questi compiti spesso improvvisati, sicuramente mai immaginati prima nei confronti delle loro figlie, mogli, fidanzate, madri, arricchendo la relazione affettiva che ognuno di loro ha con queste ragazze. Ah, scusate… Pilote! E anche la vita nel paddock, grazie alla presenza di queste pilote, si fa sempre più ricca di emozioni, storie, esperienze…

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