Trofeo Italiano Motocicliste
Pilote
Moto
Gare
Pubblicità
Rassegna stampa
Emozioni
Torna alla home
GARE

16 maggio - Vallelunga
TERZA GARA

Se dovessimo scegliere due sole parole per descrivere il week-end della terza gara del Trofeo Italiano Motocicliste, sarebbero “sorpresa” e “conferma”: un’antinomia capace di condensare quel gioco di contrasti che già il binomio moto/donna richiama alla mente e che questo Trofeo ha avuto modo di mettere in luce in maniera ancora più vivida.

Sorpresa è l’ingresso nei paddock del circuito di Vallelunga dell’auto di rappresentanza del Capitano Reggente della Repubblica di San Marino: nemmeno in una gara del Mondiale la visita di un Capo di Stato è propriamente all’ordine del giorno! Lo stupore e la curiosità generati dalla presenza di un tifoso così speciale, venuto a sostenere la pilota sanmarinese Raffaella Bedetti, non impediscono di riconoscere l’ennesima conferma dell’attenzione verso il mondo del motociclismo che questo Trofeo porta con sé, non solo da parte di appassionati e operatori del settore, ma anche di realtà che finora non avevano mai o quasi rivolto lo sguardo a questo sport.

È incredibile il miglioramento delle pilote nel giro di poco più di due mesi. Lo si potrebbe leggere già dai sorrisi che si aprono sui loro volti o restando ad osservarle mentre affrontano il tratto più tecnico del circuito di Vallelunga: nel susseguirsi di curve che va dalla Trincea alla Esse il salto di qualità è evidente.
Ma la sorpresa arriva analizzando i riscontri cronometrici: una media di oltre 7 secondi in meno sul giro rispetto ai tempi registrati alle prove di qualifica lo scorso 7 marzo a Vallelunga, con punte di 15-16 secondi per alcune di loro! Lo stesso tempo che alla prima gara avrebbe posizionato la pilota a metà griglia ora non basta per qualificarsi. In questo solo dato numerico la conferma della ragion d’essere di un campionato nato con l’intento far crescere le motocicliste italiane per portarle a competere nelle gare di velocità allo stesso livello dei loro colleghi maschi. Un trofeo voluto e sostenuto in primo luogo dalla Federazione Motociclistica Italiana, e poi dagli sponsor, e che sta dando i risultati sperati in termini di partecipazione e crescita.

C’è anche qualcos’altro che evolve al di là della tecnica e della velocità. Le pilote hanno modificato il loro modo di “esserci”: la sera nei paddock, insieme ai loro team e allo staff, si riuniscono in chiassose feste e grigliate a testimonianza che non solo si è creata una comunità di persone che hanno avuto modo di conoscersi, familiarizzare e condividere momenti importanti, ma anche che cominciano ad “appropriarsi” di spazi nei quali ora si muovono con più confidenza, spazi nei quali sentono di poter essere a pieno titolo, insieme ai loro colleghi uomini.

Le due gare precedenti hanno creato una sorta di “storia” e in quella di domenica scorsa, che rappresenta lo spartiacque del campionato, raffronti e previsioni sono possibili: a poche ore dalla partenza è tutto un susseguirsi di calcoli, pronostici e ipotesi tattiche. Le grandi favorite sono Alessia Polita, prima in classifica nella categoria carenate nonché autrice della sua terza pole position e Samuela De Nardi detentrice del miglior giro nella gara di Misano e affianco alla Polita in griglia. La prima fila si chiude con Nadia Rossi e Alice Betti.
Griglia infuocata dal sole estivo e dalla carica di adrenalina delle pilote. C’è chi ritorna in pista col diavolo in corpo dopo gli infortuni della difficilissima prima gara, chi ha nella testa l’obiettivo fisso del podio, chi carica i pensieri della battaglia sulla diretta avversaria in classifica generale, chi si è qualificata per la prima volta e sono due gare che scoppia dalla voglia di correre, chi si concentra per superare la sua ansia… Quando si accende il semaforo rosso, i motori sembrano dare voce a tutto quello che passa per la testa delle pilote e il boato della partenza, con le moto che si compattano, si sorpassano, si sfiorano alla prima curva, sembra essere lo sfogo naturale della forza e dell’intensità di tutte quelle emozioni.

Chi si aspettava una gara senza sorprese deve ricredersi immediatamente, arriva dopo solo una manciata di secondi infatti la notizia che Alessia Polita e Samuela De Nardi sono cadute. Giunta la conferma che le ragazze stanno bene, il primo pensiero è che le più giovani del trofeo (38 anni in due!) si sono lasciate trasportare troppo dalla carica agonistica. Si scuriscono di rammarico e delusione i volti dei due team - vicini nella pit lane - ma a smentire le facili previsioni di polemiche e reciproche accuse è una scena molto bella: Alessia e Samuela stanno tornando a piedi verso i box, tranquille, si parlano sorridendo. Grande sportività fra loro, in un campionato che pure le vede in corsa ognuna per il titolo della propria classe. Il colpo di scena è avvenuto alla variante dopo la curva dei Cimini, l’anteriore del CBR600 della Polita perde aderenza facendola scivolare. In quel punto la pista si restringe e la curva è molto secca, impossibile per la De Nardi - che la segue a ruota - frenare senza cadere a sua volta. Nessuna foga esagerata in un sorpasso, dunque, solo l’ulteriore conferma che nelle gare niente si può dare per scontato, e spesso il vantaggio di partire per primi lascia senza riferimenti di velocità e traiettorie chi conduce la gara, rendendo possibile un errore di pochi centimetri nella traiettoria: quanto basta ad una gomma ancora fredda per mandarti a terra.

L’uscita di scena delle due leader della gara riapre i giochi e Nadia Rossi si ritrova di colpo in testa, al riparo dagli attacchi di Maria Catalano, vincitrice della prima gara, qui al secondo posto agguantato già al secondo giro, con un distacco di 6 decimi dalla Rossi. Un tentativo di rimonta, quello della palermitana, partita nona e poi tallonata per più di metà gara dalla esordiente Virna Croce, che la porta spingere sempre di più e a migliorare il proprio ritmo fermando il cronometro sull’1’27.8, il miglior tempo in gara che conquista il casco messo in palio dalla STD Performance. Terza della categoria carenate, la torinese Virna Croce, autrice di una gara impeccabile girata costantemente sul tempo di 1’.30 con un best lap all’ultimo giro di 1’.29.4 vale a dire quasi due secondi in meno rispetto suo personale tempo di qualifica.
Rimarchevole la gara di un’altra esordiente, la romana Letizia Marchetti, che aveva già sorpreso con la conquista del quinto posto in griglia e che, dopo una brutta partenza (quindicesima al primo passaggio), ha fatto una rimonta favolosa, chiudendo la gara in quinta posizione e aggiudicandosi la tuta messa a disposizione dall’Axo Pro-Shop di Roma per il miglior giro in gara tra le esordienti: 1’.29.2.

Conquista il gradino più alto del podio della categoria Over Alice Betti mettendosi dietro l’agguerritissima Simona Zaccardi, protagonista di emozionanti bagarre in gara, e Cristina Baio, vincitrice nella categoria della prima gara. La romana Zaccardi conduce ora il campionato nella classe Over con 56 punti, seguita a ruota dalla Baio con soli due punti di distacco. Dovranno guardarsi da Alice Betti, Chiara Valentini e Samuela De Nardi, pronte a dar loro battaglia nelle prossime due gare.

Gara di “spareggio” nella categoria Naked che vede protagoniste Picariello e Chiavegato, in lotta tra loro per la corsa al titolo di categoria e detentrici di una vittoria ciascuna. Domina la gara la Annalisa Picariello, su Honda Hornet 600, che riesce a rimanere concentrata e determinata fino alla fine, ponendosi al comando della classifica generale con un distacco di nove punti rispetto alla bolognese Ketty Chiavegato in sella a Ducati Monster 620.

Il risultato della gara di Vallelunga riapre decisamente la corsa al titolo di campionessa italiana della categoria con più iscritte, quella delle carenate fino a 650 cc, che vedeva favorita dai pronostici la iesina Alessia Polita e che vede ora invece al comando con 61 punti Maria Catalano, seguita dalla parmense Nadia Rossi con 58 punti e solo 45 punti per la Polita al terzo posto, “costretta” a vincere le prossime due gare per sperare di agguantare il titolo.

Tre gare sono una distanza sufficiente per potersi guardare indietro e tentare un piccolo bilancio.
Si è passati dallo stupore ammirato alla diffidenza, alla curiosità e alla meraviglia di fronte alla novità di un campionato femminile. Ora comincia a farsi strada qualcosa di più e di diverso: i dati sperati stanno arrivando, anche più velocemente di quello che era lecito aspettarsi. La crescita tecnica delle pilote, con i tempi che si abbassano drasticamente ad ogni gara, lo stile di guida che migliora di pari passo, la bagarre che diventa sempre più combattiva (ormai nemmeno le sportellate o le staccate al limite sono una novità in questo campionato), la conoscenza sempre più approfondita dei regolamenti, delle regolazioni delle moto, delle tecniche di sorpasso, della gestione della tattica gara e del trofeo.
C’è di diverso che l’attenzione stupita (ammirata o infastidita a seconda dei casi) di chi si è trovato affianco 60 donne che volevano correre in moto ora si è tramutata in attenzione verso altri aspetti diversi dalla semplice novità. Sono in tanti, ad esempio, ad interrogare le pilote su come regolare le sospensioni WP in modo da ottenere le prestazioni migliori dalle gomme Dunlop 208GP, il pneumatico con cui viene corso questo campionato. Non era immaginabile, fino a poco tempo fa che informazioni così prettamente tecniche, e su argomenti strettamente racing, potessero essere chieste a delle motocicliste.

Avviene anche che l’Istituto Universitario di Scienze Motorie abbia scelto proprio le pilote di questo Trofeo per avviare un progetto di ricerca volto a definire l'impegno del pilota, valutandone fisiologicamente la prestazione e analizzandone le caratteristiche cognitive di gestione della gara al fine di individuare strategie di allenamento specifiche.

Succede che ragazze esordienti e con pochissima esperienza si trovino a tallonare in gara pilote esperte, tanto che nelle prime dieci classificate il numero di esperte e meno esperte è uguale: segno che mettere in gara fra loro licenziate e esordienti ha generato una bella competizione e crescita reciproca. Avviene che pilote con più esperienza scoprano aspetti tecnici e strategici delle competizioni che solo trovandosi nelle posizioni di leadership potevano essere valutati, compresi, appresi. Succede che il gap fra le prime e le ultime in classifica mostra come la distanza fra il miglior tempo e l’ultimo – confrontato a parità di partenti – è allineato con quello di altri trofei corsi nelle stesse giornate (Open, Cbr600, Hornet…), senza considerare che le motocicliste corrono con categorie di moto diverse all’interno della stessa gara. Succede anche che il numero di partecipanti al trofeo è davvero importante (oltre 60 le iscritte al trofeo e sempre più di 45 le iscritte a ogni gara).

Se a marzo, alla seconda gara di Misano, la frase che circolava più frequentemente tra piloti, giornalisti, organizzatori e sponsor era “c’era proprio bisogno di un campionato così!”, ora questo pensiero comincia a declinarsi più compiutamente a suon di sorprese e di conferme.

Janis Nisii

Untitled Document

 

Trofeo Italiano Motocicliste

GARE
TROFEO 2004

5/09 Magione
-
risultati e classifica

11/07 Varano
-
risultati e classifica
- report

16/05 Vallelunga
-
risultati e classifiche

21/03 Misano
-
report
- classifiche
- video

7/03 Vallelunga
-
report
-
classifiche e dati
- video

Federazione Motociclistica Italiana Dunlop Mutuofacile Betac
Andreani
EuroRacing
PMS
Gimoto
Gimoto