7 marzo - Vallelunga
GARA DI APERTURA
Che questa gara abbia qualcosa di speciale basterebbe
il movimento delle persone presenti in circuito a renderlo evidente:
mancano pochi minuti all’ingresso in pista delle motocicliste
e tutti si affrettano per raggiungere le tribune e le torrette.
È vero, sono stati proprio in tanti che, curiosando tra
i paddock nei giorni e nelle ore precedenti, si sono soffermati
ad osservare le pilote e le loro moto, hanno spiato sguardi ed
espressioni, fatto domande e scambiato qualche parola con loro.
Ma ora sta per iniziare la gara e questa è davvero una
novità per tutti, perché assistere ad una competizione
di velocità femminile, a bordo di moto che vanno dai 600
ai 1000cc, in Italia non era mai avvenuto prima d’ora.
Anche le nuvole si fermano a guardare: la pioggia battente che
è scesa impietosa fin dalle prime ore del mattino si è
ora interrotta.
Pista bagnata, dunque, e gomme Dunlop
KR rain mai provate prima per la quasi totalità
di loro: se queste motocicliste si sono guadagnate l’ammirazione
di tutti già solo mettendosi alla prova in un campionato
di velocità ufficiale, vedere ora 36 donne decise a darsi
battaglia in una gara bagnata che farebbe preoccupare anche il
pilota più esperto genera un senso di rispetto tangibile
tra gli spettatori. Nessun particolare segno di esitazione o agitazione
nella pit lane. Ad un’occhiata d’insieme non si avverte
nulla di diverso rispetto ai movimenti e alle operazioni familiari
a chiunque abbia assistito a gare di velocità. Guardando
meglio: un umbrella boy vestito da vichingo con tanto di gonnellino,
diverse ragazze tra i meccanici in griglia, capelli femminili
che escono dai caschi, nomi di donna cuciti sulle tute. Il giro
di riscaldamento è a velocità libera, eppure partono
tutte decise come se non vedessero l’ora di sistemarsi di
nuovo in griglia e iniziare la gara. Mai visto un pubblico così
numeroso in giornate umide e grigie come questa, ci sono mamme
e papà, fratelli e amici, fidanzati, appassionati e tante,
tantissime ragazze.
Semaforo rosso, i motori salgono di giri e sono pochi attimi,
la partenza veloce e aggressiva spazza in un attimo qualsiasi
dubbio sulla capacità di queste donne di esprimere la determinazione
e il coraggio che nel motociclismo sportivo sono ingredienti essenziali.
Il ritmo imposto da Maria Catalano, scattata
in prima posizione dal secondo posto in griglia, è subito
molto veloce, al quarto giro segna infatti il record della gara
in 1’,39”, un tempo di tutto rispetto considerando
la pista bagnata: pochi tra i partecipanti alle altre gare della
manifestazione riusciranno infatti a fermare il cronometro prima
di lei. La trentaduenne palermitana ha dominato tutta la gara
vincendo con distacco di ben 24 secondi a bordo della sua Yamaha
R6. Agguerrita la battaglia per il secondo posto tra
la giovane pilota iesina Alessia Polita su Honda
CBR 600 RR e Nadia Petrini: purtroppo
una scivolata di quest’ultima al decimo giro mette fine
alla splendida gara della romana, lasciando indisturbata la Polita
al secondo gradino del podio che riesce a mantenere, per pochi
decimi di secondo, malgrado la penalizzazione di 30” subita
per sorpasso con bandiera gialla. Terzo posto per la perugina
Giulia Nicoletti, che con la sua Honda
CBR 600, è la prima esordiente assoluta della
gara.
Ketty Chiavegato su Ducati Monster 620
conquista invece il primo posto della categoria naked, davanti
ad Anna Picariello e alla esordiente Monia
Sireci, entrambe su Honda Hornet 600.
Cristina Baio (altra esordiente) vince con la
sua Suzuki GSXR750 la categoria Over che ha visto
Chiara Valentini andare ad agguantare il terzo
posto a bordo di una Ducati Multistrada, una
moto inedita nei circuiti di velocità, subito dietro a
Simona Zaccardi su Yamaha R1.
Diverse le scivolate e le escursioni fuori pista a causa delle
condizioni del circuito reso scivoloso dalla pioggia, che alla
fine costringe al ritiro 12 delle 36 partenti. Il gas dato a piene
mani su una pista resa infida dalla pioggia ha dimostrato fin
dalle prime battute e per tutta la gara che queste pilote erano
a Vallelunga certamente per divertirsi, ma nessuna di loro per
giocare.
Janis
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