| ElefantenTreffen
2003
La
nostra Silvia
all'Elefantentreffen
31 gennaio - 2 febbraio 2003
IL
MIO SETTIMO ELEFANTENTREFFEN
Protagonisti:
Silvia (30 anni) su Priscilla (BMW R65 del
1989)
Marco (35 anni) su Adolf (BMW R1100GS del
1996)
Dal
mercoledì sera ero titubante nel portare la roba per
la tenda perchè le previsioni avevano messo neve per
tutti e 4 i giorni, temevo che il sacco nero mi avrebbe impedito
bene i movimenti soprattutto per scendere dalla moto in caso
di brutto tempo. Allora Marco, da vero amore qual è,
s´è messo sia il mio che il suo sacco sulla sua
moto. Giovedì siamo partiti io e Marco alle 7.00 da
Bologna, da Reggiolo-Rolo a Nogarole Rocca gran nebbia, di
quella tosta e ghiacciata che si attacca alla visiera. In
pratica ho dovuto fare i 120 km/h per almeno 50 km con la
visiera alzata, che goduria. Per i primi 500 km tutto ok,
freddo e poco altro. A Garda est abbiamo conosciuto i primi
motociclisti: 2 boxeristi. Poi 2° tappa alla Plose est,
altri motociclisti, ducatisti stavolta. Sosta in frontiera
per il bollino ma prima di arrivarci ci superano i ragazzi
del Winterbikers, amici per la strada, un incontro sempre
gradito. 3° tappa Inntal. Un TIR blocca l´entrata
all´area di servizio, prepotente. É pieno di
motociclisti e inizia a nevicare. Ho un attacco di diarrea
da stamane e qui s´aggrava. Mangiamo e nel frattempo
nevica più piano così ripartiamo. Le condizioni
consentono di continuare perchè la neve non s´attacca
all´asfalto. Però ho la visiera sporchissima
e non riesco a guidare perchè la devo pulire ogni secondo.
Mi fermo dopo poco per vedere di fare qualcosa e tiro fuori
una pelle di daino che per un pò m´aiuta poi
non serve più a niente. 4° tappa Woerth an der
Isar, facciamo benzina e basta, c´è un hotel,
manca poco all´arrivo e se ci fermiamo non è
grave. Però Marco mi fa notare che c´è
ancora luce e la neve continua a non attaccare. Così
ripartiamo e, senza grandi problemi, arriviamo a Innernzell.
La Schiller non c´è ma altri motociclisti italiani
ci dicono che nella loro Gasthaus c´è posto.
Perfetto. Abbiamo mandato sms ai nostri amici che sarebbero
partiti l´indomani per dirgli che non era un´impresa
impossibile. La Schiller però per cena c´era
e abbiamo mangiato lì. Poi venerdì mattina,
rifletti e ripensa, andiamo là e vediamo, no restiamo
in Gasthaus, non dai andiamo a vedere com´è.
No, cazzo, andiamo in tenda, siamo qui per questo, abbiamo
le condizioni per farlo facciamolo. Al raduno abbiamo cercato
i ragazzi di Faenza per metterci nel loro accampamento, abbiamo
comprato la paglia e abbiamo piantato la tenda dopo averla
sparsa sulla neve, prima però ho dovuto comprare dei
picchetti da neve perchè ne avevamo pochi e temevo
che se ci fosse stato vento si sarebbe potuto scoperchiare
la tenda, che fa male alla salute. Abbiamo passeggiato in
su e in giù per scaldarci se no è la fine. Ho
comprato il berretto per tenerlo su anche la notte, abbiamo
sistemato le moto, i caschi, tutto, sempre in giro per tenerci
caldi. Chiacchierato con tanta gente, sentito consigli per
non aver freddo, conosciuto amici di amici, atteso l´arrivo
dei nostri e gli abbiamo dato (più che altro Marco)
una mano a risalire dalla buca perchè senza catene
si fa fatica. Poi dopo cena siamo andati a Solla a scaldarci
per bene in una Gaststube. Io mi sono addormentata addosso
a Marco che invece chiacchierava in inglese con un ragazzo
tedesco molto simpatico. Poi, davanti al fuoco altre chiacchiere
con altri italiani fino all´1.30. Durante la notte io
mi sono svegliata varie volte ma per fortuna avevo sempre
i piedi caldi, tranne che alle 7.30 di mattina ma lì
dopo siamo rimasti a covare fino alle 9.00 prima di smontare
la tenda. Marco invece durante la notte è stato disturbato
continuamente dalla radio di un vicino di tenda. Infatti quando
mi svegliavo sentito musica, bella, e notiziari in crucco.
Di mattina abbiamo fatto su le canne e atteso l´arrivo
dei nostri amici. Che bello ritrovarsi là. Devo anche
a questo raduno se ora giro con questa compagnia perchè
s´è formata proprio per andarci. Siamo tornati
in buca con loro a fare chiacchiere sul viaggio e sulla notte
quando vediamo un gran fumo venire su dalla roulotte che distribuisce
panini e birre: stava andando a fuoco la spina delle birre!
Loro sono risaliti dalla stradina ripida, io e Marco l´avevamo
appena fatta e siamo tornati a disfare la tenda e caricare
le moto. É stato un bellissimo momento uscire dal raduno
dopo una notte in tenda, in mezzo a tutti quei pedoni, quei
curiosi del luogo che intralciano la strada alle moto, il
paciugo sull´asfalto, i sidecar che venivano in giù.
Però ci voleva una bella camera calda prima del viaggio
di ritorno. Per cena siamo andati tutti insieme nella Gaststube
dove 2 anni fa c´era la cameriera ceca. C´era
anche `sto giro e ha fatto dei danni mai visti. Eravamo affamati
ed era lentissima, sembrava che ci prendesse in giro. Dopo
mangiato ci è salita una gran cassa e siamo andati
a dormire. Punta per l´indomani alle 8.30 dalla Schiller.
Bene, benessum (benissimo). La mattina, moto cariche, Priscilla
che s´accende al 9° tentativo dopo una notte all´addiaccio
a -15°: che grande motoretta, mai soldi furono spesi meglio,
da me. Solo che la temperatura fa e le membrane non lavorano
bene. Il Gambero mi rassicura ma Priscilla più dei
100 km/h non fa, però va, è quello che conta.
Marco, come un angelo custode BMWdotato mi resta sempre dietro
fino a Monaco, anche quando mi fermo perchè Priscilla
non ne vuole sapere. Mi dice di lasciare che si "scaldi"
e ripartiamo. Nevica, non capisco bene se attacca o no ma
per fortuna non attacca, se non in qualche brevissimo tratto.
A Monaco c´è il mondo, tutti i motociclisti italiani
che rientrano dal Brennero sono lì, anche i ragazzi
del Winterbikers. Mentre pago il mio pieno vedo un motociclista
basso con scritto CIMINA sul casco: è una delle motocicliste!
Che grande, ne ho incontrata un´altra di donne in moto
agli elefanti! Lei è con uno Scarver ma a casa ha un
1150GS: non ho parole. Saluto e foto e il mio gruppo riparte,
punta Trens o Plose. Per il primo tratto non ho grossi problemi,
c´era un ingorgo in autostrada ma niente di che. In
Austria esaurisco le batterie, non nevica ma sono stanca morta,
cerco disperatamente un´area di servizio ma niente per
km e km, fino a 20 km da Innsbruck. Un cappuccino e 2 paste
a testa e mi riprendo bene e veloce. Alla ADS Trens usciamo
per cercare gli altri ma invece trovo oltre a Cimina altre
2 motocicliste, Elisa e Antonella, con cui avevo avuto un
rapporto epistolare elettronico e che quando mi vedono esclamano:
-Silvia! Allora esiste! E Priscilla!-. Fanno in tempo a raccontarmi
che è il loro primo elefante e che i 3 Scarver che
hanno in dotazione glie li ha dati la BMW Italia che il loro
gruppo riparte e io e Marco pure, verso la Plose a cercare
gli altri. E infatti li troviamo che stanno per ripartire.
Punta successiva ADS Adige ovest. Io vado sempre più
piano degli altri, Marco sempre dietro a me, tutto regolare
e proseguiamo per il casello di Borgo Panigale. Qui le consuete
chiacchiere, foto ai reduci e finalmente pappa e doccia calda.
E dire che quando ero piccola mio padre mi faceva vedere le
foto del raduno degli elefanti e mi dicevano che quelli che
dormono in tenda nella neve sono matti...
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