| VIAGGI
PINGUINOS
Cronaca di un viaggio lungo 3800 Km in cinque giorni.
Ore
8 del giorno 8 gennaio 2004:
mi ritrovo unica donna con nove uomini presso l’area
di servizio Versilia Est pronta a partire per la mia avventura.
Siamo una Scarver, tre GS 1150, due RT 1100, un RT 1150, una
Harley, una Triumph ed un Drifter!!
La mattinata è frizzante con nubi cariche di pioggia.
Ma le schiarite fanno presagire ad una partenza senza pioggia.
Passata Genova, accompagnati da raffiche di vento trasversale
che inclinavano i mezzi per contrastare le sferzate delle
raffiche, attraversiamo la Provenza e tutta la costa francese,
arrivando senza intoppi a Figueres, a circa 80 km da Barcellona.
Il 9 gennaio il cielo si presenta limpido con temperatura
dolce e vinte le inerzie mattutine, le moto escono dal garage
dell’hotel per riprendere l’autostrada con meta
Valladolid.
Ad una andatura adeguata al Drifter ed alla situazione le
dieci moto sembrano un unico corpo a forma di serpente che
gira nel sottobosco.
Ad un tratto dalla Drifter si stacca una borsa laterale. L’ultimo
del gruppo rischia di vedersela sotto le gomme!
La carovana, accortasi di quanto accaduto, si ferma dopo circa
due Km. in un posto sicuro. Siamo un po’ in apprensione,
finché una signorina ci avvisa che il nostro amico
con l’aiuto del servizio autostrade stava recuperando
i vestiti sparsi un po’ dappertutto; poco dopo, infatti,
vediamo arrivare il Drifter. Rimettiamo in moto e proseguiamo
in direzione Zaragoza.
Passato il meridiano di Greenwich le giornate si fanno più
lunghe ad una temperatura di ben 15 gradi.
In
terra di Aragona usciamo per infilare la N 122 che passa in
mezzo alla Sierra della Castilla y Leon, dove troviamo temperature
ben diverse!
Si cambia il ritmo, e le velocità nel passare tra i
centri abitati ed i semafori sembra che ci vedano da lontano,
perché al nostro passaggio dal rosso iniziano a lampeggiare
di arancione.
Ecco il sole che tramonta! (sono le 18 e 30)
Ma ecco che arriviamo alla vallata di Valladolid illuminata
dai colori elettrici dei centri urbani che come stelle guidano
i navigatori nel mare. Finalmente a naso riusciamo a trovare
il nostro albergo. La notte passa, ed i suoni notturni sono
inframmezzati dai wroom-wroom delle moto che numerosissime
popolano e percorrono la città.
E’ un’invasione pacifica a due ruote, d’ogni
genere e fattezze. Una grande festa.
Il giorno successivo 10 gennaio entriamo a Boecillo, ed effettuiamo
la nostra iscrizione, ed io vado fiera dei Km. fatti fino
a quel punto: sono 1900!
All’interno del raduno abbiamo visto moto e motociclisti
di ogni tipo.
La cronaca riporta un record di iscrizioni, bel 20.117 che
batte ogni altro record precedente. La giornata passa inesorabilmente,
tanto che ci troviamo a ripercorrere la N 122: questa volta
di giorno. La strada si perde a vista d’occhio tra continui
sali scendi e gole. Quello che manca sono gli alberi.
Ad un passo di 1100 metri sul livello del mare, infiliamo
una nube che ci contrasta il cammino rovesciando pioggia.
Costeggiamo il Rio Duero fino alla sua confluenza con l’Ebro.
Il desiderio di scoprire cose nuove fa sì che sbagliamo
strada.
Facciamo fatica a tornare, ma siamo tornati.
Sono partita con la paura di non farcela. Le incertezze erano
tante: il tempo, i km da fare in due giorni, le strade.
Beh, tutto è andato bene, ed essere lì, è
stata per me la soddisfazione più grande.
Da questo viaggio ne esco cresciuta come motociclista e sono
pronta a partire per nuovi viaggi che spero mi portino ancora
più lontano.
Barbara
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