| VIAGGI
e WEEK END
TRIORA E DINTORNI
Questo
lungo weekend ci ha regalato tanti bei km e fantastici panorami.
Ci sono alcune strade che valgono la pena di essere percorse
e vorrei segnalarle a tutti voi.
La nostra meta è Triora, nell'entroterra ligure
dietro Arma di Taggia.
Da Milano attraversiamo la pianura padana, le sue risaie,
le langhe. Le dolci colline delle langhe e le sue morbide
curve non devo certo descriverle.
Giungiamo a Ceva e deviamo verso Mondovì
fino allo svincolo per Torre Mondovì.
Consiglio di arrivare fino a Bossea e quindi,
ritornando sui propri passi, raggiungere Pamparato
via Roburent. Gli alberi sono bianchi e verdi, sullo
sfondo il Pizzo d'Ormea che con i suoi 2476
mt ci offre le sue cime innevate sulle quali si riflette la
luce del sole. La strada ondeggia, attorno a noi i colori
sono resi brillanti dalle piogge e qualche tornante
fa la sua comparsa... troppo presto giungiamo a Garessio.
Proseguendo sulla strada che ci porterà al Colle
di Nava, decidiamo di deviare a
Ponte di Nava verso Monesi. La strada si
restringe, dobbiamo fare attenzione perché il manto
stradale è sporco e sconnesso. E' il fiume
Negrone che traccia il percorso e la strada curva,
si piega, le rocce ci sovrastano, sono sicura che se solo
allungassi una mano potrei sfiorarle sopra di me. Poi, così
all'improvviso una cascata, non ci sono protezioni e
la ammiriamo cauti attaccandoci ai pali segnaneve. Un cartello
rosso ci informa che il passo è chiuso ma noi proseguiamo,
fa più freschino, ai bordi della strada spunta la neve.
Siamo solo noi, ci fermiamo e il silenzio ci urla che qui
noi siamo degli intrusi, la strada è
lì solo per caso, la natura regna sovrana.
All'improvviso una nube ci avvolge, corre veloce e noi con
lei e siamo di nuovo sulla statale n. 28.
A Pieve di Teco la lasciamo dirigendoci verso
Rezzo, vorremmo raggiungere Triora dal passo
di Teglia ma altre nubi dispettose ci nascondono la deviazione
e ci perdiamo spensieratamente in mezzo a questi monti.
Consiglio tutta la zona attorno a Triora, sicuramente vale
la pena raggiungere il bacino di punta Melosa,
c'è un rifugio del CAI, tante passeggiate da fare,
qualche bella mucca a passeggio... :-)
Triora
è arroccata su di un cocuzzolo, passeggiando tra le
sue viuzze si gode della vista della valle e si capisce come
in passato fosse considerata un posto di confine.
L'albergo Colomba d'Oro, un ex convento, ci accoglie esausti
alla sera, la famiglia che lo gestisce ci fa sentire subito
come a casa. In realtà, la vera accoglienza ce la riservano
i due cagnoni posti a guardia del garage. Sono così
affettuosi e in perenne giocazzara, mentre smontiamo i bagagli
il più piccolo appoggia il muso sulla mia sella e sembra
voglia aiutarmi anche lui... il mattino apriamo le tende e
sorpresa... siamo a picco sulla vallata e di fronte solo il
verde dei boschi.
Poi la Francia, il col de Turini, le strade
attorno a Sospel, belle larghe, pulite per
vere smanettone.
Ultima meta, ma sicuramente non meno appagante dopo il colle
S.Bernardo che collega Albenga a Garessio,
suggerisco di raggiungere Bagnasco deviando
per Calizzano. Siamo sempre in mezzo ai boschi,
al verde dei boschi, lo sguardo si perde lassù al confine
dei monti e del cielo, ma la strada diventa padrona e anch'io,
da gran fermona quale sono, riesco per un momento ad entrare
in sintonia con il Cbr di mio marito e mi sembra di spiccare
il volo..
Poi la pianura padana ritorna protagonista della mia vita
e siamo di nuovo a Milano.
Mi basta chiudere gli occhi e sono ancora lì sul Col
de Turini, sotto una pioggerella fine a parlare con il conducente
di un camper con famiglia al seguito, motociclista pure lui
e proprietario di una Suzuki come la mia... e penso che è
bello vivere la moto.
Carla
nota: la foto con vista su Triora è scattata dall'albergo
"Colomba D'Oro", l'unico a Triora, non economico,
ma... atmosfera da streghe come giusto deve essere in un paese
tristemente famoso per il suo passato di persecuzione.
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